Nunca más Argentina

Aurora Bellocchio

Aurora Bellocchio

Il progetto “Nunca más Argentina” nasce dalla volontà di raccontare il legame tra Italia e Argentina, di sfrondare i passaggi tra la Storia e lo storico, il ruolo del giudice e lo storico, e capire l’importanza della memoria per l’essere umano e per la crescita di una società consapevole.
Parlare di Argentina è paradigmatico perchè può essere da esempio per altre situazioni.
Il ruolo dell’Italia durante la dittatura, ma anche la passione di Sandro Pertini per le Madres de Plaza de Mayo, il ruolo delle istituzioni, e il ruolo di Enrico Calamai nel salvare vite umane a discapito delle pressioni che riceveva dalla Farnesina, gli articoli di Giangiacomo Foà sul Corriere della Sera, nel periodo in cui Licio Gelli aveva interessi in Argentina.
Gli italiani emigrati in Argentina in cerca di fortuna sono stati piemontesi, calabresi, veneti, liguri; prima anarchici e socialisti, poi fascisti in fuga e semplici tanos, come veniamo lì chiamati. Si stima che il 20% della popolazione sia di origine italiana.
Nel 1976 in Argentina si ebbe uno dei colpi di stato più atroci della storia sudamericana. Organizzato e pianificato prima del 24 marzo del ’76, ha portato alla scomparsa di migliaia di persone, ha costretto alla fuga un milione e mezzo di esuli, ha eliminato un’ intera generazione di giovani.
Oggi in Argentina si celebrano i processi penali contro i responsabili di quei crimini contro l’umanità, perché la verità non si è fermata davanti ai meccanismi dell’impunità che la democrazia comunque aveva imposto per realizzare un’incondivisibile riconciliazione.
L’Italia durante la dittatura ha avuto delle responsabilità omissive politiche ed economiche nella tragedia argentina.

227 desaparecidos sono di origine italiana.

L’Ambasciata italiana a Buenos Aires ha avuto un comportamento ambiguo rispetto a come ha agito durante il golpe cileno.

L’Ambasciata ha chiuso le porte a chi chiedeva aiuto per arrivare in Italia, tranne che per l’azione solidaria e isolata del vice console Enrico Calamai, che ha salvato alcuni, firmando loro il passaggio per arrivare a Roma.

A Roma si sono celebrati due processi per ottenere memoria verità giustizia, quando in Argentina le porte della giustizia vennero chiuse dalle leggi di impunità.
Sito Web: www.nuncamasargentina.it/